Sulla Brexit

07.05.2017

Ne parlano tutti, quindi possiamo farlo perfino noi. Come al solito l' obiettivo non è dare una risposta ma stimolare una prospettiva diversa, poiché chi ci impone il punto d' osservazione condiziona ciò che vediamo: la libertà d' opinione implica la capacità di adottare visuali meno unilaterali.

Scopo di uno sciopero - per fare un parallelo con il rifiuto britannico - non è la chiusura di una fabbrica.
Quando si arriva ad uno sciopero, significa che c'è un problema in essere: una prima azione è quindi analizzare il problema dietro l' azione di lotta.
Lo sciopero pone poi sotto i riflettori una conflittualità di interessi tra gruppi che ormai passano sotto silenzio totale: proprietari/capitalisti e lavoratori. Siamo sempre classificati sotto bandiere nazionali e mai in base al ruolo sociale, come se l' interesse della nazione fosse interesse di tutti. Ovviamente lo è ma non indistintamente: quando si perde, pare che non si perda tutti e che, quando si vince, non si vinca tutti. Brecht affermava che chi non partecipa delle fortune dei potenti finisce comunque per condividerne le disgrazie... e le strutture politiche sembrano servire proprio a questo: privatizzare gli utili, socializzare le perdite.

In questa Brexit i media non hanno potuto fare a meno di distinguere tra "ricchi e poveri" ma hanno cercato di riorganizzare gli schieramenti in "istruiti" (i ricchi e quelli che ne condividono l' opinione) e "ignoranti" (quelli che la pensano diversamente... e del motivo per cui lo fanno ce ne sbattiamo altamente).

Lo sciopero ha come obiettivo rivendicare la propria fetta, per quanto marginale: significa chiedere che la vittoria di alcuni non può essere basata sulla sconfitta di altri e che, se questo è il modello, allora gli sconfitti sono disposti a far chiudere l' intera fabbrica.
Ovviamente non si arriva a questo punto, se il padrone è intelligente; ci si arriva solo se il padrone è convinto di abbindolare i lavoratori con chiacchiere, col terrorismo psicologico, dicendo che tutti stanno facendo sacrifici allo stesso modo e che non ci sono risorse da redistribuire.
I britannici non ci hanno creduto, anche perché forse l' ignoranza ha reso molti immuni ai canali del pensiero dominante; i padroni non avrebbero mai creduto che il gregge rifiutasse di lasciarsi sgozzare, convinto di farlo per il bene del gregge stesso: sono abituati a gente forse meno ignorante ma più stupida.
Il danno è reciproco; la colpa ricade su chi ha preteso di spremere fino all' osso il popolo per godere dei propri privilegi, a chi era ormai convinto di aver ripristinato il modello ottocentesco, a chi il consenso non lo compra più: è molto più efficace essere proprietari di tutti i mezzi di informazione esistenti: il gregge addirittura paga per essere indottrinato!