A proposito di slogan...

07.05.2017

Una frase in bocca a tutti da un decennio abbontante è che, finita l' epoca delle ideologie (pare che questa sia la premessa indispensabile per un discorso moderno, serio e scientifico: ne abbiamo parlato qui), ci si debba render conto che il posto fisso è un concetto del passato: il mondo moderno non è quello di 20 anni fa.

Naturalmente le ideologie a cui ci si riferisce e che predicavano il posto fisso per tutta la vita (mostrandosi incapaci di comprendere la modernità: d' altra parte hanno come parziale giustificazione il fatto di essere nate nel XIX secolo, in un mondo lontano dal nostro) altro non sono che le analisi sulla natura del capitalismo e del suo ruolo "storico", ossia del fatto che - come è nato in seguito alla comparsa di determinate condizioni storiche (non naturali, altrimenti sarebbe esistito da sempre) - allo stesso modo verrà superato da altri modi di produzione nel momento in cui le suddette condizioni cesseranno di esistere.

Questi illuminati intellettuali sono talmente moderni ed allineati al sistema vigente da aver cessato di produrre analisi e pensieri: questa è roba vecchia; oggi si devono offrire merci appetibili per il mercato! Tuttavia, nel confezionare tali merci, finiscono per dimostrare solo tanta ignoranza o tanta disonestà intellettuale (o entrambe).

Con le macchine, con i processi chimici e con altri metodi [la grande industria] sovverte costantemente, assieme alla base tecnica della produzione, le funzioni degli operai e le combinazioni sociali del processo lavorativo. Così essa rivoluziona con altrettanta costanza la divisione del lavoro entro la società e getta incessantemente masse di capitali e di operai da una branca della produzione nell' altra. Quindi la natura della grande industria porta con sé variazione del lavoro, fluidità delle funzioni, mobilità dell' operaio in tutti i sensi.

Si tratta di un articolo di un qualche illuminato intellettuale post-ideologico? Impossibile: l' utilizzo di una parola tanto volgare ed ideologica quale "operaio" lo esclude. Questo estratto tanto preciso, moderno e lucido non è frutto della "luce dopo il buio ideologico": si tratta di un estratto de "Il Capitale" dell' antiquato e ideologico Karl Marx e serve solo a dimostrare che - oltre ad essere o ignoranti o in malafede (o entrambe le cose) gli illuminati campioni post-ideologici (poiché quella borghese non è un' ideologia) sono anche in ritardo di 150 anni.