Ad ogni albero il suo frutto

07.05.2017

"Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni"

C' era una volta una piccola comunità che dall' albero sulla collina riceveva i frutti con cui imbandire la propria tavola.

L' albero era un enorme pero e tutto il villaggio si occupava della sua prosperità: ne potava i rami, lo proteggeva dai parassiti, integrava il terreno con le risorse necessarie.

Passarono gli anni e la gente cominciò a desiderare qualcosa di nuovo; era stufa di concludere i propri pasti sempre e solo con pere o torte di pere: un giardiniere, facendosi carico di tale malcontento, ottenne di essere nominato responsabile dell' albero, promettendo che - se tutti avessero seguito le sue direttive - il pero avrebbe prodotto nuovi frutti anziché le solite pere.

Per un intero anno la piccola comunità lavorò sotto la guida del nuovo giardiniere, obbedendogli e coprendolo di onori ed attenzioni. Quando infine giunse il momento della raccolta, grandi furono lo stupore e la delusione della comunità nel vedere le pere sui rami dell' albero; furono tanto grandi che una sola cosa poté superarli: il mio stupore nel vedere il loro e la mia delusione nel comprendere che davvero avevano creduto di poter trarre da un albero qualcosa di diverso da quanto è nato per produrre.

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Si susseguono i governi con le loro promesse di far produrre equità e giustizia al sistema ma tutti, ad un certo punto, si trovano ad un bivio: lasciare che l' albero produca i suoi frutti - ed assecondarne la natura - oppure insistere nel tentativo di trarre mele da un pero e farlo morire (o venire spazzati via).

Il nostro albero è il nostro sistema economico - il capitalismo - ed esso insegue per sua natura il profitto; i frutti del sistema sono quindi naturalmente l' antitesi dell' equa distribuzione della ricchezza e nutrono invece la concentrazione e l' accumulazione.

Ma badate: tutto questo ragionamento non deve ingannarvi; non pensiate che vi stia dicendo che così stanno le cose e dobbiamo rassegnarci. Proprio perché le cose possono e, a suo tempo, devono cambiare io vi dico: concentriamoci meno sul giardiniere e più ad usare il legno del pero per costruire gli attrezzi necessari a far crescere un nuovo albero!