Chi semina e chi raccoglie?

24.02.2020

Tu semini, lui miete

Così chiosa "Il bene comune". Tanto che il titolo di questo post potrebbe pure fare a meno del punto interrogativo e diventare semplicemente "chi semina e chi miete", intendendo appunto che a qualcuno spettano gli oneri, ad altri gli onori.

Ma non è così semplice e lineare, giacché altrove - ne "Il fiume scorre" - pare si sostenga esattamente il contrario:

E chi coltiva raccoglie

"E però deciditi - dirà qualcuno: poche idee ma ben confuse...".

Potrei, a mia difesa, cavillare sulla distanza tra "seminare" e "coltivare" - differenza certamente importante - ma no: non è qui il busillis. E allora?

E allora si tratta di una sorta di omonimia: si usano parole molto simili ma in ambiti semantici ben diversi. "Puoi andare...": due semplici parole, dette ad un prigioniero o a un fidanzato che sta per essere scaricato.. due parole identiche in tutto e per tutto eppure mettono le ali al primo e vengono affogate nell'alcol dal secondo.

Quindi?

Quando, ordunque, è opportuno seminare? Quando si traduce in un guadagno e quando serve ad ingrassare un parassita? Ecco: la risposta è proprio nella domanda.

Ne "Il bene comune", chi semina si nutre di fiducia in un uomo (che poi non è un uomo ma simbolo), si nutre di fiducia in promesse e ideali. Si nutre di fiducia e, purtroppo, solo di quella: ingannato, egli lavora come il cane che dissotterra il tartufo e, in cambio, viene repentinamente bastonato dal padrone affinché non si cibi di quanto ha trovato (e il cane non lo si riconosce dalla coda ma dal fatto che ripagherà tale bastonata con una fedeltà ancor più cieca).

Ne "Il fiume scorre" si tratta di ben altra semina, di ben altro raccolto: ciò che viene coltivato è la coscienza di essere strumenti per fini altrui; la certezza che chi fa la legge ha sempre ragione; che per diritto e giustizia vi sono due parole diverse, poiché si tratta effettivamente di cose diverse. 

Ne "Il bene comune" si parla di chi semina per nutrire la propria soggezione mentre "Il fiume scorre" parla di chi coltiva gli strumenti per la propria liberazione: sia il primo che il secondo si ciberanno del lavoro delle proprie mani... ma il primo scoprirà che meglio sarebbe stato digiunare.

Alla prossima...