E' destino che i figli uccidano i padri (e, nel farlo, condannino se stessi a morte)

07.05.2017

La complessità del logos, delle interazioni tra i processi coinvolti in un sistema, non dipende tanto dalla quantità degli elementi in gioco e delle relazioni che li legano quanto dalla ricorsività e retroattività di tali dinamiche.

Ok, la frase è incomprensibile: ricomincio da capo e provo a dipanarla mettendola in relazione al titolo di questo articolo (e, in effetti,mi sembra prassi abbastanza consolidata far sì che tra i due - titolo e svolgimento - intercorra una qualche affinità...).

Cosa significa che "i figli uccidano i padri"? Significa che, nel momento in cui viene al mondo, ogni essere diviene un nuovo elemento all' interno del sistema che lo ha generato e, solo per il fatto di esistere, lo influenza: lo cambia (per poco o tanto che sia). Significa che il mondo in cui ogni elemento fa la propria comparsa non è più lo stesso mondo che lo ha generato e, vivendo e sviluppandosi, da un lato lo conserva e dall' altro lo trasforma ulteriormente. Questa ambivalente "retroattività" attraverso la quale gli effetti agiscono sulle cause è uno dei fattori di complessità di cui vaneggiavo all' inizio.

Non volendo annoiarti ulteriormente (e forse non avendo i mezzi per approfondire in modo rigoroso ma allo stesso tempo chiaro la questione) smetto qui il registro filosofico e passo alla poesia, alla metafora:

L' effetto trasforma retroattivamente la causa: una donna genera un figlio, un figlio genera una madre; un uomo crea una scuola, la scuola genera un professore. Perché la causa possa operare indisturbata, sarebbe necessario che impedisse alla propria creatura di voltarsi indietro a guardarlo in faccia.

Ma l' "io" generato da flussi di coscienza può analizzare il flusso stesso che lo ha generato e, in tal modo, trasformare se stesso; così il fiume trascina detriti fino a formare una barriera che devia il suo stesso corso.

Allo stesso modo il capitale non può impunemente istruire, armare, organizzare, illudere e poi schiacciare miliardi di persone senza pagarne le conseguenze. Allo stesso modo il consumismo, amplificando il consumo, determina la necessità di rinunciare ad esso.