Una foresta priva di alberi

07.05.2017

Dappertutto (o meglio: in TV e sui social media) vedo gente che urla e piange perché ci sono vicino a casa loro dei rifugiati e "i bambini hanno paura".
Mi vien da dire: i bambini hanno paura anche dell' uomo nero (quello della fantasia, non quello africano), non perché sia una minaccia reale ma perché i genitori insegnano loro ad averne paura.

Mi piacerebbe, nei TG, sentire:
1. quali crimini e reati stiano commettendo i rifugiati
2. cosa viene fatto per prevenirli e punire i... responsabili
3. che il reato sia considerato responsabilità di chi l' ha commesso e non di tutta la comunità (altrimenti tutti gli italiani dovrebbero stare in galera per mafia)

Cari TG - arma del potere - cari "salotti televisivi" - megafoni del pensiero dominante - caro "ministero della paura": che i rifugiati non abbiano che le lacrime per piangere, che non siano bianchi e vestiti elegantemente posso già immaginarlo da me... non ripetetelo più.

Dite che esista una foresta; per favore: mostratemi da che alberi è costituita, perché è da essi che si giudica la foresta, così come è dalle azioni che si giudica un uomo. Dite che questi uomini siano un danno in sé: ebbene mi pare che l' unica cosa in comune tra tutti questi uomini sia la povertà; state quindi dicendo ai poveri di temere i poveri: state scatenando la solita, vecchia guerra tra poveri. Dite che questi uomini siano assassini: non tacete, per favore, il fatto che molti di loro cercano di portare i propri figli lontano dalle bombe che il civile Occidente sgancia sulle loro teste; assassino è chi uccide, non chi fugge dalla morte.