Una persiana socchiusa...

02.05.2020

Dopo la spiegazione del titolo dell'album, oggi presentiamo la grafica del retro del disco.

La stanza dai fiori dipinti è un luogo dove ci si deve accontentare o, meglio, dove ci si deve aggrappare alle illusioni; dove le catene vengono decorate con fiori immaginari affinché risultino più sopportabili.

Eppure... se fosse tutto qui, se l'album volesse descrivere questo "luogo" esistenziale così come un pittore ritrae un paesaggio, allora questo disco sarebbe probabilmente inutile: non abbiamo scritto queste canzoni per "dovere di cronaca", in preda al fatalismo e alla rassegnazione.

Queste canzoni sono canzoni militanti.

La conoscenza è un valore in sé, ne siamo convinti... ma è nella prassi che si verifica la conoscenza. 

Lo spiraglio

Da qui l'immagine sul retro, ad integrare la copertina. Se sulla facciata principale viene mostrata la realtà di una prigione piccolo-borghese, con le sue meschinità, la sua povertà e tristezza, sul retro si aggiunge un elemento fondamentale: c'è spazio per uscire da questa condizione, per aprire la finestra a paesaggi con fiori reali

Ovviamente nessun disco, nessuna poesia e nessun discorso possono spalancare quella finestra o consentirci di attraversarla: per quello è necessario ben altro impegno, ben altra lotta... ma nessuna lotta può avere luogo o successo se non vi è un soggetto - che è sempre una classe sociale - cosciente della propria identità, dei propri obiettivi, del proprio ruolo.

Questo disco vuole contribuire a questa coscienza di classe, al momento "soggettivo" che con strumenti diversi andrà organizzato e reso pronto a quella lotta che porti il prodotto del lavoro ad essere proprietà dei lavoratori, la produzione sociale ad essere proprietà sociale.