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C'è fermento giù dai McKenzie
Tutti stanno attorno a un ronzino
Non gli usuali rassegnati silenzi
Di vita e speranza oggi si accende il mattino

Dicono che nella tenuta accanto
gli animali hanno scacciato il padrone
e l’alba che il gallo chiama con il suo canto,
fino a ieri condanna, oggi nuova occasione

Ve lo assicuro - ripete il ronzino
agli altri animali sotto l’ippocastano -
lo raccontava al fattore il postino
E il fattore implorava che parlasse più piano

Han visto che l’uomo è meno forte di loro
e il cibo che dà, non è certo un dono
anzi che il cibo, a lui, lo danno loro
e se non lo danno allora lo sono
E quando diceva, il nostro padrone:
Vedrai, gli animali diverran come l’uomo
voleva dir male della rivoluzione
però condannava più se stesso che loro

Rispetto a quella d’oggi è tecnologia irrisoria
ma è la pila di Volta che ha cambiato la storia.
Potrà pure fallire, sarà da migliorare
Ma questa ribellione ha detto: “Lo possiamo fare!

Se il contadino potesse fare lezione ai propri animali
Direbbe quel che la scuola borghese insegna ai futuri operai
Insegnerebbe a stimare il massimo onore finire in un forno
E alla gallina a sentirsi un po' in colpa con meno di tre uova al giorno
Imparerebbero a dire è giusto o sbagliato
In base a quello che frutteranno venduti al mercato

Se il contadino temesse che agli animali arrivasse il sentore
Di come saranno chiamati a pagare per quello che credon buon cuore
Insegnerebbe che in fondo la fattoria è l'unica opzione
Che vivere bradi nella natura per loro è contro ragione
E per farli star buoni li nutre di speranza e di fieno
Speranza che oggi tocchi ad un altro e poi domani vedremo

Insegnerebbe che in fondo è il minore dei mali
Anzi è il migliore fra tutti i modelli sociali
E capiresti anche tu che è davvero perverso
Pensare anche solo possibile un mondo diverso

Se il contadino potesse fare lezione ai propri animali
Direbbe che i sacrifici che chiede li chiede per alti ideali
Insegnerebbe a onorare i grandi uomini nati in passato
Come colui che fu primo ad usare il giogo o il filo spinato
Imparerebbero a dire è giusto o sbagliato
In base a quello che frutteranno venduti al mercato
E per farli star buoni li nutre di speranza e di fieno
Speranza che oggi tocchi ad un altro e poi domani vedremo

Pietro se ne stava tutto il giorno a ruminare
dentro ad un recinto che sognava di lasciare
Finché giunse inatteso un aiuto
Quei benefattori l’hanno conquistato
Con il loro motto: “Abbasso ogni steccato!
Ma scoprì quando il suo fu abbattuto
Lo sbaglio di non tener presente
Che fossero dei lupi quella gente
Time Danaos et dona ferentes

L’asino Teodoro accettò di lavorare
Ogni giorno il doppio per permettere al fattore
Di installare quei fari nei campi
Anni di fatica ma il denaro fu raccolto
Poi la luce elettrica alla notte cambiò volto
Illuminata da tutti quei lampi
E il giorno artificiale ora consente
A Teo di lavorar più duramente
Time Danaos et dona ferentes

L’anatra Luisa, stufa delle sue sorelle
Perse a protestare riducendosi ossa e pelle
Si schierò col fattore, sprezzante
E mentre quello, grato di vederla ritornare,
La rimpinzava tanto che stava per scoppiare
Lei pensò: “Che invidia avranno tutte quante”
Ma no, non invidiarono per niente
L’ onore che le fece quella gente
Time Danaos et dona ferentes

Brigida la volpe, avvicinata da un signore
Che sembrava avere il suo destino tanto a cuore
Diventò sospettosa al riguardo
All’uomo, che diceva : “La libertà è preziosa!
Rispose: “Libertà, sì… ma per chi e per far cosa?
Nascondendo la coda al suo sguardo
Temi soprattutto quella gente
Che dona e sembra non cavarci niente
Time Danaos et dona ferentes

Al capanno al calare della sera
Sulla soglia di una nuova era
Gli animali sono tutti quanti qua
Pronti a dettar le loro prime volontà

Lì dai Jones dicono i giornali
Se la passan male a causa dei maiali
Qui decideremo insieme leggi e norme
Però parlate piano che il fattore dorme

Fate piano, fate piano
Che si arrabbia se lui dorme e lo svegliamo

Con questo elenco di richieste da domani
La nostra vita sarà nelle nostre mani
L' ha promesso e manterrà certo il fattore
Ascolterà ma se chiediamo per favore
Compenserà chi ha dato prova di obbedienza
Fermando chi voleva usare la violenza
Come potrebbe ora concederci qualcosa
Se noi gli avessimo portato via ogni cosa

Pecore vestite come lupi annunci gravi ma non seri
Pensano a rivolte fatte col permesso dei carabinieri
Pecore vestite come lupi c'è qualcosa che non va
Sperano in conquiste fatte col permesso dell'autorità

Non vogliamo più né capi né tutori
E se altrove hanno commesso degli errori
Scacciando l'uomo adoperando la mitraglia
Noi lo faremo convincendolo che sbaglia
Non fermeremo con la forza il suo bastone
Lo lascerà quando vedrà che abbiam ragione
La nostra lotta sarà intransigente e dura
Però domani adesso c'è la tosatura

Sì domani non è bello
Far ritardo: aspetta due di noi al macello
Sì domani non è bello
C'è la tosatura e due vanno al macello

Pecore vestite come lupi a non ci gravi ma non seri
Pensano a rivolte fatte col permesso dei carabinieri
Pecore vestite come lupi c'è qualcosa che non va
Sperano in conquiste fatte col permesso dell'autorità

Il pubblico gridava: “Che crudele! Che orrore!
e Otello fu assegnato quindi a un altro attore
Moro diverso, medesima scena:
Desdemona non ha motivo di star serena
E con le mani al collo penserà certamente:
“Han cambiato tutto per non cambiare niente”

E adesso che McKenzie non può più comandare
e degli uomini, si sa, non ci possiamo fidare
scegliamo qualcuno che ci rappresenti
però che sappia scrivere, parlare e far conti
E il socio di McKenzie adesso fa il presidente:
Han cambiato tutto per non cambiare niente

Dio disse ad Adamo: “Ti concedo un gran dono:
darai nomi alle cose in base a quello che sono

Il vero potere - rispose Adamo -
è far veder le cose in base a come le chiamo
Così “Nessuno” rese Polifemo furente:
Si può cambiare tutto per non cambiare niente

Che cosa si può fare se la macchina inquina?
Se cambi chi la guida brucia ancora benzina
e il treno rimane sui percorsi ordinari
se cambi il macchinista ma non tocchi i binari
Così com’è costretto a cambiar pelle il serpente
Si deve cambiar tutto per non cambiare niente
Carta e penna alla mano
In questa mia ultima sera
Voglio far sì che almeno a qualcosa
Sia servita questa galera
Ti scrivo per rispondere ai dubbi
Che sollevavi su qualunque questione
Voglio strapparti a quell'incertezza
In cui ti cullavi per evitare ogni azione

Mi domandavi se non sentissi
La mia coscienza chiamarmi a un esame
Ed io ti rispondo: non puoi sentir niente
Quando dentro urla la fame
Tanti consigli, parole, parole
"Stringere i denti", che bella espressione
Ma io da addentare non avevo un bel niente
E li ho stretti alla gola del padrone

Quei bastardi lo sai
Non hanno che quel che gli dai
Che gli dai

Ed ho guardato negli occhi il sistema
Ho urlato la sfida al profittatore
Gli ho detto in faccia: "Se vuoi la mia pelle
Che almeno ti costi un po' di sudore"
Mi son fermato a guardare la strada
Fra quel che ho e quel che invece mi spetta
Ed ho pensato che la via più breve
Fra quei due punti non è quella retta

Perché gli unici uomini senza fallo
Sono gli eunuchi, non c'è questione
Oppure la casta che impone le leggi
Che chi fa la legge ha sempre ragione
Ed è così che assassini di stato
Salgono in alto, diventano eroi
Mentre un patibolo è il punto più alto
Che approntano a quelli come noi

Quei bastardi lo sai
Non hanno che quel che gli dai
Che gli dai

Mia cara Molly: io te lo dovevo
Sì, ci ho provato e mi è andata male
Ma non potevo restar quel che ero
E farti vivere con un animale
Ma se ho bleffato e ora son tra chi muore
provo più pena per la tua sorte
perché per qualche anno in più di grigiore
non hai neppure guardato le carte

Album Info

Tutti i brani sono scritti da Roberto Maratea, tranne:

  • "Gli alloggi della servitù": testo di Roberto Maratea, musica di Roberto Maratea/Simone Spreafico
  • "Seminatori di male, venditori di cura": testo di Roberto Maratea, musica di Simone Spreafico

Arrangiamenti

"La scintilla", "Chi tace acconsente" e "Se non adesso quando?" sono arrangiate ed eseguite da: Alessandro Battistini, Alex Chiesa, Francesco Cimini, Roberto Maratea, Arnaldo Ripamonti e Simone Spreafico.

Tutti gli altri brani sono arrangiati ed eseguiti da: Alex Chiesa, Claudio Colombini, Roberto Maratea, Arnaldo Ripamonti e Simone Spreafico.

Registrazione e pubblicazione

Registrato nel settembre 2019 da Matteo Tovaglieri presso lo studio di registrazione "The Shelter" di Meda.

Pubblicato il 5 maggio 2020 su Soundcloud e su Compact Disc a tiratura limitata.

Artwork

La grafica di copertina, fronte e retro, è opera di Orlando Amelia, a cui va il nostro ringraziamento.

Dulcis in fundo

Un ringraziamento particolare a Paolo Glerean per il prezioso contributo su "Gli alloggi della servitù" e "Il bene comune".