Un nuovo vento
Una domenica un saggio uomo disse ai suoi discepoli: "Domani è lunedì". Credendo di compiacere il proprio maestro e di mantenersi fedele al suo insegnamento, il più scrupoloso dei discepoli il giorno seguente andò predicando: "Domani è lunedì". Siamo nani sulle spalle dei giganti e partiamo da quelli che una volta erano arrivi. Ma se grandi pensieri poi diventan monumenti, sono tombe costruite dai morti per i vivi. L'astrolabio davanti a Galileo chiude la Terra come una prigione e, a guardia della gabbia che ha inventato Tolomeo, c'è la Bibbia, c'è la vera religione. Grande è l'ignoranza e ancor più l'immaginazione: tra chi ignora, c'è chi cerca e c'è chi crede. La terra è imprigionata al centro della creazione, l'uomo è reso inerte dalla fede. Ma questa gabbia ha molto meno acciaio dei puntelli che la reggono su in piedi; non credi a quel che vedi - se può darti qualche guaio - tu: tu vedi quel che credi. Ma nuove navi abbandonan vecchie coste e un nuovo vento le spinge a navigare verso il mare aperto. E nuove terre spazzan via vecchie risposte: ciò che ieri era impossibile, oggi è un fatto certo. E il nuovo vento scompiglia i paramenti ornati d'oro di principi e prelati: di chi sostiene il peso dei destini delle genti e dei complici che li hanno consacrati. E scopre, di quei nobili signori, quelle gambe che dai manti eran nascoste; gambe poco adatte a sostener tutti quegli ori: scopre che si reggon sulle nostre. Si fonda, come è noto, su nerbate ben robuste la forza dei boia sugli afflitti ma questa viene meno quando il cuoio delle fruste diventa copertina a impreziosire nuovi scritti. Ma nuove navi abbandonan vecchie coste e un nuovo vento le spinge a navigare verso il mare aperto. E nuove terre spazzan via vecchie risposte: ciò che oggi sembra impossibile, domani sarà un fatto certo.
Il cannocchiale
Galileo: "Avete riflettuto, signori, che questo strumento ci consentirà in guerra di conoscere il numero e il tipo delle navi nemiche ben due ore prima che il nemico avvisti le nostre?" Voce di un consigliere del doge: "Ci si vede anche troppo bene, con questo arnese…" Fin dal giorno in cui l' uomo prese il mare, dal momento in cui prese a navigare, se di giorno a guidarlo era la costa di notte tra le tenebre era al cielo che alzava la sua testa. E, finché impenetrabile fu il velo, l'uomo in terra e in mare chiese aiuto al cielo: solo un dio che si nutre di ignoranza può dire che il demonio stia sull' albero della conoscenza. E il doge festeggiava ed ammiccava al cardinale: già pensa alle ricchezze che promette il cannocchiale! Ma il cardinale teme lo si punti verso il cielo e si scopra che dio è solo nella bibbia, nel vangelo... Chi viaggia fra delizie sulle navi d' alto mare ritiene che già il mondo vada come deve andare. Più aperti alle scoperte e al cambiamento sono i molti che in mano sulle navi han solo i remi e la fatica sopra i volti. Ma navi più veloci e armi di maggior potenza fan comodo ai signori e, perciò, tolleran la scienza: progresso è tutto ciò che giova all' oligarchia e ciò che la minaccia ha invece il nome di "eresia". E il doge festeggiava ed ammiccava al cardinale: già pensa alle ricchezze che promette il cannocchiale! Ma, se puntato al cielo, vede bene anche un garzone che assomiglia all' Eden meno del palazzo del padrone. E, dall' area dei teologi, qualcuno sentì fare il nome di Giordano Bruno, che oppose l'infinito al gretto ordine del clero e adesso Galileo ti dice: "Guarda... l'eresia diceva il-vero...".
Il cielo non c'è
Galileo: "Tutto il mondo era contro di loro, contro Bruno e Copernico… ma loro avevano ragione!" Sagredo: "Ora calmati, Galileo..." Galileo: "Ora svegliati, Sagredo!" Il secolo nuovo dà nuovi strumenti, così Galileo - attraverso le lenti - vide la luna, le valli, i suoi monti: che la luna è il cielo per noi quanto noi siamo il cielo per lei. Che non c'è differenza essenziale e, cioè, vide che il cielo non c'è. Han fama da sempre di pecore nere quanti rifiutan di prender per vere teorie messe lì perché prone al potere. Ma, sbirciando nel cannocchiale, Galileo vide il bene ed il male e decise di esser padrone di sé: vide che il cielo non c'è. E se la chiesa condannò Bruno, se il potere sul rogo lo uccise, quel verdetto ora grida ad ognuno e condanna chi lo emise. Quando studiavi come cadono i gravi, quel che ogni signore voleva dai savi era dire che è dio a volerci suoi schiavi. Solo questo voglion che osservi: come cadono in ginocchio i servi. Ma quei savi hai capito son solo lacchè: tu hai visto che il cielo non c'è.
Chi cerca conferme, le trova
Galileo: "Dottori di ogni facoltà chiudono gli occhi davanti ai fatti, si comportano come se nulla fosse. Pongo a disposizione il mio telescopio e mi si cita Aristotele: ma Aristotele non ce l' aveva il telescopio! Oggi, per rintracciare quella sublime curiosità che fu, la vera gloria dell' antica Grecia, bisogna recarsi non tra gli intellettuali ma tra gli operai degli arsenali!" Dotti, filosofi, gran professori, ministri del vero stabilito a priori, vengono a dìsputa e giudican gli atti di chi al vero antepone i fatti. Son degne di fede per questa giuria solo conferme alla loro teoria: e qualunque teoria può contar su una prova e, chi cerca conferme,le trova. Forti del peso dell' autorità su cui, per quei dotti, poggia la verità, possono solo aborrire il pensiero per cui l' autorità segua il vero. Dichiaran fallace ciò che il cannocchiale mostra in dispregio del dogma papale: solo ciò che si conforma è una prova, e chi cerca conferme,le trova. Così come chiede ossigeno un fiore ma poi ne ritorna in dose maggiore, un dogma si impone di forza alla gente e ancor più forza ritorna al potente. E, siccome nessuno può più ignorare qualcosa che ormai ha potuto imparare, il dogma combatte ogni ipotesi nuova e, chi cerca conferme,le trova. Così fa chi, dopo esser state svelate le sponde che Oceano ha sempre celate, ancora usa mappe che erano vere prima che l' uomo potesse vedere. Così falsi epìgoni vanno a infangare il grande Aristotele, che cercò di insegnare che il vero pretende di esser messo alla prova mentre chi cerca conferme,le trova.
I diritti fondamentali dell' uomo
Galileo: "Se gli uomini di scienza, intimiditi dai potenti – nuovi o vecchi – non si mettono al servizio dell' uomo, le nuove macchine non saranno che fonti di nuovi triboli: il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall' umanità e ad ogni nuovo eureka risponderà un grido di dolore universale" Puoi alzarti ogni mattina prima che si svegli il sole Puoi piegarti tutto il giorno a quello che il tuo capo vuole Puoi mandare giù un boccone e poi tornare a lavorare Son finiti i tempi in cui si lavorava per mangiare Puoi aspettar tutta la vita che arrivi un'occasione Puoi cambiare il tuo destino, puoi sceglierti il padrone Puoi pensare, puoi creare, puoi inventare un buon motivo che ti faccia creder che valga la pena d'esser vivo Puoi produrre, puoi sudare, puoi pagarti anche l'affitto Puoi ritagliarti un hobby che non danneggi il tuo profitto Puoi restare indifferente su che tempo faccia oggi tanto il tempo fugge via mentre tu non te ne accorgi E così, come scritto, a ogni uomo è dato il diritto di morire inseguendo ideali ma non di scegliere quali Puoi essere educato, puoi chieder per favore Puoi far finta di star bene, puoi nascondere il dolore Puoi chiedere consiglio a chi sa che cosa è bene che ti spiega cosa è giusto in base a quel che gli conviene Puoi attendere il tuo turno, puoi rispettare i ruoli Puoi esser taciturno, puoi cercar chi ti consoli Puoi guardarti nello specchio ed ignorare un'altra ruga Puoi far finta che l'amore sia più di una via di fuga E puoi credere in qualcuno, puoi credere in qualcosa Puoi sperare che la sorte sia un po' più generosa Puoi sentire e non parlare, puoi guardare e non toccare Che cos'hai intorno al collo, una cravatta od un collare? E così, come scritto, a ogni uomo è dato il diritto di morire inseguendo ideali ma non di scegliere quali Puoi vivere nel buio sperando che domani albeggi poi domani arriva e non è che un altro oggi,
Le utili virtù
Monaco: "Senza la sacra scrittura, che spiega la necessità del sudore, della fame e dell' oppressione, la miseria non avrebbe alcun senso e la fame non sarebbe una prova di forza ma solo un non aver mangiato" Chi mai potrebbe, se non un cane, baciar la mano a chi gli porta via il pane? Chi mai potrebbe frenare la bile prendendo sputi e sopportando da vile? Quanto esecrabile chi col furto si sazia? E quanto idiota chi truffato ringrazia? Però tutto cambia se, chi bacia la mano, può dirsi anziché vile bravo cristiano. Strana malattia questa sete di virtù così ardente. Strana follia: colpisce il ricco e uccide chi non ha niente. Disse un profeta giusto più di Solone che l'agnello giacerà col leone. Non disse però che se, così sarà il mondo, a guadagnarci sarà solo il secondo. Il regno dei cieli è per i miti e gli schivi mentre dei lupi invece è il mondo dei vivi. Rinuncia al salario oggi che pago io: riscuoterai da morto a spese di dio. Strana malattia questa sete di virtù così ardente. Strana follia: colpisce il ricco e uccide chi non ha niente. Questa morale della sottomissione non può esser stata scritta che dal padrone, che ha idealizzato un servo mite e operoso e il vile può chiamarsi uomo virtuoso Quanto esecrabile chi col furto si sazia? E quanto idiota chi truffato ringrazia? Però tutto cambia se, chi bacia la mano, può dirsi anziché vile bravo cristiano.
Il papa amico
Galileo: "Barberini sta per essere il nuovo papa: finalmente qualcuno che capisca di matematica" Ludovico: "Il nuovo papa, chiunque egli sia e per quanto amore porti alle scienze, dovrà tener conto dell' affetto che gli portano le migliori famiglie italiane" Cantastorie, raccontami un po' di quell'uomo che un dì si svegliò da vicario di Cristo - lui, tra gli uomini, il più giusto - Canta il mondo che quell'uomo sognò: racconta ed io ascolterò. Ti racconto di quel santo che della chiesa di Roma fu re e pensò con pietà all'antica povertà che accompagna ogni uomo da presso... ma non chi a lei si è promesso. "Ora che sono sua santità e far leggi è mia facoltà, da quest'oggi e in futuro ciò che è frutto del lavoro sia di chi ha lavorato proprietà questo impone la mia autorità". "Santo padre - sdegnato obiettò chi del sangue altrui si saziò - l' ingiustizia che vedi regge il trono su cui siedi ed il pane che riempie il mio piatto non mi importa come e chi l'abbia fatto". "Il tuo credo e le tue meraviglie sono imposte da poche famiglie che a San Pietro e i suoi eredi bacian volentieri i piedi purché, forti di una fede antica, siano usati a schiacciar chi fatica". Scosso a fondo da questo discorso, il pontefice mostra rimorso: "Se chi ignora la scienza è reo solo d'ignoranza, sia coperto d'infamia e vergogna chi sa il vero e lo chiama menzogna!" Al sant'uomo così fu risposto, dopo che il suo pensiero ebbe esposto: "Scorda il vero e conferma che la terra sia ben ferma, che muovendosi può far cadere la tua Bibbia ed il nostro potere". Cantastorie raccontami ancor del sovrano che con gran dolor invecchiò sopra il trono, regnò cent'anni invano, poiché comanda in ogni regno d'ogni sorta la corona, non colui che la porta.
L' abiura
Signora Sarti: "Tutte le volte che li sento ridere così mi sento un piccolo brivido… Il signor Galilei dice: i teologi fanno suonare le loro campane, i fisici le loro risate" Là dove, infine, attende il potere quanti non vuole o non riesce a comprare, la logica fredda e tagliente dei ferri penetra il vero insieme a chi erri. La forza della logica qui si rassegna: è la logica della forza che regna. Non verità ma coraggio misura: la scelta è fra il sangue oppure l' abiura. Viene il potere in sembianze di uomo a offrire una scusa al tuo darti per domo. Ti chiede a che serva patir tutto questo: il vero alla fine si imporrà lo stesso... E a te va di crederlo e darti il perdono ma il vero procede su gambe di uomo: giustizia si impone in eguale misura in cui sa resistere chi di lei ha cura. Ma non dar retta a quel tuo sacro fuoco, non inseguire sogni e ideali. La fame cresce, l'amor dura poco: seguirlo accresce i tuoi mali. Perché cos'è mai che ti chiama al progresso, se non amor per il giusto e l' oppresso che muta in delizie i suoi giorni di stenti, da cui chi ne gode trae solo escrementi? E, tutto sommato, l' abiura - ti dici - non vuole che menti ma solo che taci. Ma dentro disprezzi più te che chi mente, che vile è il silenzio e chi tace acconsente. Ma non dar retta a quel tuo sacro fuoco, non inseguire sogni e ideali. La fame cresce, l'amor dura poco: seguirlo accresce i tuoi mali. Soffocan l'aria i sordi rintocchi che annuncian l' abiura e ci bagnano gli occhi. Ma il suono delle campane del frate è pronto a far spazio alle nostre risate.
Eppur si muove!
"Gli economisti assomigliano ai teologi: ogni religione che non sia la loro è un'invenzione degli uomini, mentre la loro è una emanazione di Dio. Per loro i rapporti della produzione borghese sono leggi naturali indipendenti dall'influenza del tempo. Sono leggi eterne che debbono sempre reggere la società. Così per loro c'è stata storia, ma ormai non ce n'è più" Karl Marx Ogni giorno ha la sua sera e fu inverno anche per chi oggi gode primavera. Tutto gira, tutto ruota ed il sopra divien sotto e ciò che è pieno poi si svuota: il, mondo in ogni dove, sembra fermo eppur si muove. Chi era oppresso oggi opprime: chi diceva "tutto ruota" dice "il moto ha avuto fine". E di nuovo, chi sta sopra, va dicendo "E'' intorno a me che il sole e tutto il resto ruota". Il mondo, in ogni dove, sembra fermo eppur si muove. Così il nuovo, adesso, si fa clone dell'antico e nega anch'egli il moto di rivoluzione. Il suo fato vuol fuggire ignorando la sua storia e negando ogni avvenire. Il mondo, in ogni dove, sembra fermo eppur si muove. Se il tempo ha già ingoiato titani ben più grandi di voi, in futuro sarete passato: non girerete per i suoi corridoi. Tu borghese, tu padrone, hai cacciato l'oppressore e hai mantenuto l'oppressione. Ma prepari già i tuoi eredi: generando nuovi servi seghi il ramo su cui siedi. Il mondo, in ogni dove, sembra fermo eppur si muove.
Credits
Roberto Maratea
Testi e musica
Arrangiamento e produzione
I brani sono realizzati da Roberto Maratea tramite la piattaforma SUNO / 2026
Questo concept album è ispirato al "Vita di Galileo" di Bertolt Brecht. Per ulteriori informazioni: https://www.lascintilla.net
Questo album è un concept ispirato a "Vita di Galileo", di Bertolt Brecht.
La vicenda storica fornisce a Brecht lo spunto in cui i personaggi vanno visti come simboli: il papato non rappresenta la Chiesa, bensì il potere; un potere che in ogni luogo e tempo ha sacralizzato le proprie necessità e contestato non solo la possibilità di un mondo diverso ma anche la liceità di una critica al presente.
Eppure... eppur si muove! E niente, nella storia, è più costante del cambiamento.
